Come rilanciare un azienda in crisi. Lavora tanto, gioca duro.

Camiciaascacchi

L’argomento è vasto e generalizzare non è facile, molte cose che leggerete vi saranno  utili, altre non saranno specificatamente aderenti al vostro settore aziendale, ma potranno  comunque essere fonte di ispirazione. Navigare tra crisi economica, pressione fiscale e multinazionali on  line, per le piccole aziende non è cosa facile. Individuare i punti di forza e riemergere, è un obiettivo possibile.  

Si può dire che un azienda è “in crisi” quando è ancora possibile risanarla, ovvero quando gli incassi  sono scesi al  punto di non riuscire a pagare l’affitto, i fornitori e gli stipendi.  Le azioni  da parte dei creditori cominciano ad arrivare, ma non siete al punto del fallimento.

Tutto quello che avrai fatto finora è pensare e ripensare. Quando non c’è  lavoro il tempo per rimuginare cresce in modo esponenziale. I stessi pensieri si ripresentano sempre uguali : ieri come oggi , oggi come domani. Nessun problema economico…

View original post 1.345 altre parole

Sergio Marchionne, la vita, la morte mediatica.

E’ in fin di vita, ormai in coma irreversibile in una clinica di Zurigo, Sergio Marchionne,  ricoverato dal  27 giugno in una clinica di Zurigo per un intervento alla spalla. Complicazioni post operatorie, in realtà un tumore ai polmoni (fonte Dagospia)  non gli permettono più di tornare alla sua vita.

John Elkann il 21 luglio annuncia le sue gravi condizioni di salute contemporaneamente ai nomi di chi lo sostituirà, il testo della lettera inviata ai dipendenti è copiata in basso.

Marchionne diceva  che tra le divise si sentiva a casa,  in una delle sue ultime apparizioni in pubblico  durante la consegna della Jeep Wrangler fornita in dotazione  all’arma dei carabinieri, vuole ricordare suo padre e i valori con cui lo ha cresciuto: serietà, onesta, disciplina.

Diceva che chi comanda è solo e ne fa il titolo di un libro, diceva che la gente d’Abruzzo  non si arrende mai.

Per Berlusconi è il simbolo dell’Italia,  per Bertinotti è il simbolo del capitalismo.

Osannato per essere un grande manager , odiato per aver tolto il volto italiano alla Fiat, di fatto era un giocatore che amava vincere.

Nato a Chieti 17 giugno 1952, figlio di un maresciallo dei carabinieri, all’età di 14 anni la sua famiglia si trasferisce in Canada, dove proseguirà gli studi  laureandosi  in filosofia e in legge.  Svolge come avvocato la prima parte della sua vita professionale, ma non è quello il suo vero talento.  Negli anni 80 diventa direttore di sviluppo aziendale alla  Lawson Mardon Group in Ontario.  Tra la fine degli 80 e l’inizio degli anni 90 ricopre il ruolo di vice presidente esecutivo di  Glenex Industries e responsabile finanziario di Acklands.  Nei primi anni 2000 è prima amministratore delegato e poi presidente di Lonza Group Ltd.  L’anello di congiunzione con Umberto Agnelli si crea quando Marchione nel 2002 diventa amministratore delegato della  Société Générale de Surveillance di Ginevra, ribaltandone le sorti economiche  in soli due anni.

Nel mondo dell’alta finanza i suoi risultati non sono passati  inosservati, Umberto Agnelli lo vuole nel consiglio di amministrazione del della Fiat.  Nel 2004 sarà amministratore delegato del gruppo Fiat (che in seguito diventerà FCA), e subito dopo di Fiat auto.

Merchionne è  un vero genio della finanza, la Fiat è a un passo dal commissariamento da parte dello stato ma lui riesce a riportarla a livelli di utile mai avuti prima. Alcuni passaggi strategici, non totalmente comprensibili ai comuni mortali, ma che vale la pena di raccontare sono:

liberare General Motors dagli obblighi verso Fiat in cambio di due miliardi di euro (un contratto stipulato precedentemente,  conteneva l’opzione put, che avrebbe obbligato la GM a comprare le azioni Fiat in ribasso).

Trattare con le banche debitrici e convertire i debiti in azioni prospettando il rilancio dell’azienda.

Acquisire la Chrysler di Detroit ( senza sborsare un soldo e consapevole che il governo di Obama non l’avrebbe mai fatta fallire). Il mercato delle auto in Usa in ogni caso si risolleva con grande anticipo rispetto a quello italiano,  nel 2017 metà degli utili provengono dagli Stati Uniti.

“Imported from Detroit”  Spot  https://youtu.be/SKL254Y_jtc

Il 13 ottobre 2014 sostituisce  Luca Cordero di Montezemolo e diventa presidente della Ferrari.

Di John Elkann:

“Care colleghe, cari colleghi, 

questa è senza dubbio la lettera più difficile che abbia mai scritto. 

È con profonda tristezza che vi devo dire che le condizioni del nostro Amministratore Delegato, Sergio Marchionne, che di recente si è sottoposto a un intervento chirurgico, sono purtroppo peggiorate nelle ultime ore e non gli permetteranno di rientrare in FCA. 

Negli ultimi 14 anni, prima in Fiat, poi in Chrysler e infine in FCA, Sergio è stato il miglior amministratore delegato che si potesse desiderare e, per me, un vero e proprio mentore, un collega e un caro amico. Ci siamo conosciuti in uno dei momenti più bui nella storia della Fiat ed è stato grazie al suo intelletto, alla sua perseveranza e alla sua leadership se siamo riusciti a salvare l’azienda. 

Sergio ha anche realizzato un incredibile turnaround in Chrysler e, grazie al suo coraggio nel lavorare all’integrazione culturale tra le due aziende, ha posto le basi per un futuro migliore e più sicuro per noi tutti. 

Saremo eternamente grati a Sergio per i risultati che è riuscito a raggiungere e per aver reso possibile ciò che pareva impossibile. Ma come lui stesso ha detto più volte: «Il vero valore di un leader non si misura da quello che ha ottenuto durante la carriera ma da quello che ha dato. Non si misura dai risultati che raggiunge, ma da ciò che è in grado di lasciare dopo di sé». 

Fin dal nostro primo incontro, quando parlammo della possibilità che prendesse le redini della Fiat, ciò che mi ha veramente colpito di lui, al di là delle capacità manageriali e di una intelligenza fuori dal comune, sono state le sue qualità umane. Qualità che gli ho visto negli occhi, nel modo di fare, nella capacità di capire le persone. Ci ha insegnato ad avere coraggio, a sfidare lo status quo, a rompere gli schemi e ad andare oltre a quello che già conosciamo. 

Ci ha sempre spinti ad imparare, a crescere e a puntare in alto – spesso andando oltre i nostri stessi limiti – ed è sempre stato il primo a mettersi in gioco. L’eredità che ci lascia parla di ciò che è stato davvero importante per lui: la ricerca dell’eccellenza, l’idea che esiste sempre la possibilità di migliorare. I suoi insegnamenti, l’esortazione a non accettare mai nulla passivamente, a non essere soddisfatto della mera sufficienza sono ormai parte integrante della nostra cultura in FCA: una cultura che ci spinge ad alzare sempre l’asticella e a non accontentarci mai della mediocrità. 

La definizione che Sergio ci ha dato della parola leader è valida oggi più che mai. Quello che conta davvero è il tipo di cultura che un leader lascia a chi viene dopo di lui. Il miglior modo per giudicarlo è attraverso ciò che l’organizzazione fa dopo di lui. 

Questo è solo uno dei tanti esempi di quanto Sergio fosse un leader vero e molto raro. Già anni fa, abbiamo iniziato a lavorare ad un piano di successione che avrebbe garantito continuità e preservato quella cultura unica che vive in FCA. 

Potendo contare su un piano già definito, stiamo ora anticipando il processo e oggi il Consiglio di Amministrazione ha nominato Mike Manley nuovo Amministratore Delegato di FCA. Mike è stato uno dei principali protagonisti del successo di FCA e ha già al suo attivo una lunga lista di successi e obiettivi raggiunti. Sotto la sua guida, il marchio Jeep ha vissuto un periodo di profonda trasformazione che ha portato a una crescita senza precedenti, da poche centinaia di migliaia di unità all’anno a diversi anni di vendite record, gli ultimi quattro dei quali superando il milione di veicoli venduti. Jeep è così diventato non solo uno dei marchi con il più alto tasso di crescita al mondo ma anche il più redditizio del Gruppo. Negli anni, Mike ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità e ha maturato una vasta esperienza gestionale in tutte le nostre regioni, raggiungendo risultati importanti in ognuna delle posizioni ricoperte e dimostrando sempre una grande determinazione nel conseguimento dei suoi obiettivi. 

Sono certo che tutti voi fornirete il massimo supporto a Mike, lavorando con lui e con il team di leadership al raggiungimento degli obiettivi del piano industriale 2018-2022 con lo stesso impegno e la stessa integrità che ci hanno guidato fino ad ora.”

Dite la vostra che ho detto la mia, una vita dedicata alla cultura fisica, degli altri.

I problemi vanno risolti subito, altrimenti si ingigantiscono e ogni giorno che passa è più difficile affrontarli. Questo è  il perno  intorno al quale tutta la filosofia di Marco Antonini (nella foto) si è sviluppata.

Si può  dire che la sua carriera inizia quando  da adolescente con tanti chili in più, decide di affrontare il suo problema iscrivendosi in palestra.   L’adolescente sovrappeso diventa un adulto atletico, ma non basta ancora, diventa un istruttore di body building.

Marco nel suo lavoro è molto preparato tecnicamente , ma la sua più grande risorsa è un irresistibile senso dell’umorismo che usa strategicamente  per vincere la monotonia dell’allenamento e  rafforzare gli obiettivi dei clienti, i risultati non tardano ad arrivare: la palestra è sempre affollatissima di clienti e ognuno di loro vorrebbe aiuto e sostegno durante l’allenamento.

Intorno ai 30 anni Marco matura la consapevolezza che intorno a tutte queste richieste c’è qualcosa che  va al di là  della simpatia e decide di mettersi in gioco con l’allenamento ad personam;  nel suo quartiere è molto conosciuto e i clienti non tarderanno ad arrivare.

Lontano dal caos di una sala pesi nell’ora punta, nella concentrazione di un ora completamente dedicata, Marco capisce  qualcosa sulle diete mai seguite e sulle iscrizioni in palestre mai frequentate, che va oltre i luoghi comuni: condivido, dunque sono. 

Cosa mi ha aiuta a non mollare, quando sto seguendo una dieta e di notte mi sveglio con l’impulso di svuotare il frigorifero? Cosa mi convince ad andare in palestra quando ho solo voglia di stare sdraiato sul divano? Ma soprattutto…per chi lo devo fare?

Le grandi verità della psicologia da sole non ottengono risultati, saper fare una buona teglia di lasagne non  crea per magia una famiglia felice intorno alla tavola. Le grandi verità della psicologia definiscono il problema, ma ciò che veramente lo  risolve è avere  qualcuno che ti prenda la mano e percorra al tuo fianco la strada verso  l’obbiettivo. Qualcuno che semplicemente ti dica che sei stato bravo oppure che ti dica ok,  non fa niente, andrà meglio domani.

Nel 2003 Marco decide di scrivere un libro sulla sua esperienza e lo intitola

“Personal trainer, il tuo angelo custode”

https://www.ghedimedia.it/psicologia/4275-personal-trainer-il-tuo-angelo-custode-una-guida-per-star-bene-fuori-e-dentro.html

Definire un angelo custode non è cosa semplice, ma basti pensare a tutti  gli angeli custodi che incontriamo nella nostra vita: l’insegnante che ci ha fatto amare la matematica o l’amico a cui potevamo raccontare tutto.  Ogni persona che ci accompagna da un obiettivo ad un altro,  in quel tempo, rappresenta  il nostro angelo custode; in definitiva è quello che desideriamo faccia ogni insegnante e che spesso non fa.

Ritrovare la forma fisica che avevamo o che nemmeno ci siamo mai sognati di avere è un obiettivo importante.  Magari fa anche un po’ paura pensare ai sacrifici che comporterebbe, al tempo che non basta mai.. oppure possiamo guardarci intorno e cercare tra la gente il nostro angelo custode.

 

OITNB Orange is the new black stagione 6

Buooooooongioooooorno! Finalmente dopo più di anno di attesa  siamo a meno 7 giorni dall’uscita della stagione 6, che arriverà venerdì prossimo 27 luglio, con più di due mesi di ritardo.

Per ingannare il tempo potremmo farvi il riassunto delle stagioni precedenti, ma tranquilli! Non lo facciamo. Sorvoliamo tutto quello che già sappiamo a memoria? C’è qualcuno che ancora non sa quale, tra le detenute della sigla, è la vera Piper Chapman?

Quello che sappiamo di nuovo non è molto, le detenute che abbiamo visto salire sul pullman lo scorso anno, non torneranno a  Litchfield ma verranno trasferite in un carcere di massima sicurezza.

Nella clip, vediamo la sala mensa di Litchfield semidistrutta, dalla finestra si intravede il pullman del penitenziario che porta via le detenute, l’unica rimasta la famosa gallina. Una voce misteriosa sussura:

“This is a whole new world”

Dimenticavo… la gallina si chiama Harold, a rigor di logica dovrebbe essere un pollo.

Nella foto Lea DeLaria   (nonni italiani), nella serie interpreta Carrie “Big Boo”.

La sua voce italiana è di Barbara Castracane,  la stessa voce di Rui Kisugi in Occhi di gatto e di  Minnie di Walt Disney, per intenderci.

Delle eterosessuali dice che sono “lesbicomenomate”.

E’ una musicista e cantante  jazz, come suo padre, per ascoltarla basta andare sul suo sito: http://delariadammit.com.  Ha una voce meravigliosa, provate ad ascoltare la sua interpretazione di Life on Mars, di David Bowie e ve ne innamorerete.

 

 

La Croazia devolve i 23 milioni di euro per la finale raggiunta a mondiali di Russia ai bambini poveri.

In realtà  è una fake news, la notizia che oggi ci era piaciuta così tanto è una balla ma ci ha fatto pensare: una volta tanto i mega guadagni dei calciatori hanno senso.

La lettera è stata scritta da  Igor Premuzich ttps://www.facebook.com/igor.premuzic.50

a nome dell’allenatore della squadra croata  Zlatco Dalic.

Igor ha immaginato un mondo ideale , in cui chi ha la fortuna di stare sotto i riflettori del mondo, ne approfitta per denunciare i  politici corrotti.

Chapeau,  questa è la sua lettera:

“Questa generazione ha dimostrato che un gruppo di grandi giocatori può raggiungere il tetto del mondo indipendentemente dalla nazione, dal budget o dall’importanza dello stadio. Scrivo queste righe a causa della difficile situazione in Croazia. La Croazia è il paese più povero dell’Unione Europea, governato da membri di quella che è stata considerata un’organizzazione criminale. La Croazia è un paese dal quale milioni di persone sono scappate negli ultimi 20 anni. Oggi, in Croazia, i nostri pensionati non sono in grado di soddisfare i loro bisogni di base, i giovani non possono permettersi l’istruzione, la salute sta collassando e la magistratura è corrotta. Chiedo ai politici e a tutti i rappresentanti delle autorità che hanno condotto il mio popolo all’inferno e alla miseria, alla disperazione e povertà di allontanarsi dalla Nazionale croata. Non siete i benvenuti nel nostro spogliatoio, non vogliamo stringervi la mano o fare foto con voi”.

“Siete quelli che hanno reso la Croazia la gente più povera d’Europa. Abbiamo bambini che non hanno mai visto il mare e la Croazia ha più di mille chilometri di costa. Bambini che vanno a letto affamati perché i loro genitori, disoccupati, non hanno nulla da dargli da mangiare. Le persone che hanno fatto questo nel nostro paese non sono i benvenuti. Rispettate la nostra decisione, non indossate la maglia della Nazionale per promuovere il vostro succeso perché minereste il valore del nostro lavoro”.

“I membri della squadra Nazionale di calcio croata sono con il popolo croato e faranno il possibile per aiutarlo, al di là delle vittorie. Tutti i bambini croati avranno l’opportunità di trascorrere almeno sette giorni sulla costa croata. È il minimo che possiamo fare per i più deboli”.

John Denver, la sua musica e la sua camicia a scacchi al centro di Okja.

Okja è un film distribuito da Netlix.   Genere avventuroso-drammatico, ambientato tra sud Corea e Stati Uniti, durata 121 minuti,  approdato sullo schermo italiano il 28 giugno 2017.

Il regista Bong Joon Ho è alla sua seconda esperienza in lingua inglese dopo il successo di  Snowpiercer.

Racconta la storia di  Mija (Ahn Seo-hyun) e  del maiale geneticamente modificato Okja, che vive con lei da quando la bambina aveva 4 anni. Insieme si trovano ad attraversare  il mondo spietato degli allevamenti intensivi, tra adulti bugiardi e caricature di se stessi.

Lucy Mirando, vestita da ingenua bambolina,  è interpretata dalla bellissima attrice inglese Tilda Swinton.  Il  progetto della sua vita: rilanciare sul mercato l’immagine della multinazionale Mirando  Corporation come azienda ecologica e animal friendly,  il realtà alleva maiali OGM di cui Okja è il miglior esemplare al mondo,

Il  D r. Johnny Wilcox ( Jake Gyllenhaal), il personaggio più grottesco,  è una star della TV,  veterinario e testimonial della Mirando.  Psicologicamente distrutto dal suo stesso progetto, affoga nell’alcol il fallimento della sua vita da veterinario , dopo aver  venduto l’anima al diavolo in cambio di fama e denaro,  si è trasformato in un macellaio da allevamento intensivo.

Di seguito,  ma non meno importanti, gli altri adulti che mentono a Mija: suo nonno    Hee-Bong (Byun Hee-Bong),  pensa che sua nipote debba trovare un fidanzato e non dovrebbe passare tutto il suo tempo  con un maiale. Mundo Park  (Yoo je-moon), amico di famiglia e dipendente della Mirando, non può che rappresentare il  lavoratore della  multinazionale,  talmente risucchiato nella sua identità da  diventare nella storia qualcosa da ricoprire con sterco di maiale OGM.

L’avventura di Mija è condivisa con il gruppo  di animalisti Animal Liberation Front.          Gli interpreti:   Paul Franklin Dano è il dolcissimo Jay,  leader del gruppo.   Steven Yeun è K,  esperto di informatica e interprete.  Lily Collins interpreta Red,  l’unica donna del gruppo.  Devon Kenneth Thomas Bostick  è Silver, il ragazzo che  pur di salvare l’ambiente rinuncerebbe completamente al cibo.  Infine Blond, interpretato dall’australiano Daniel Henshall, un tuttofare con l’aspetto da bonaccione.

Il regista pur ponendo positivamente il movimento animalista, ne svela le debolezze e le contraddizioni, alternando imparzialmente le forze e le fragilità dell’ideologia.

I dialoghi sono molto ben concepiti,  brevi e incisivi, quasi sempre in stile quasi poetico.  Tra tutti il dialogo scritto tra   Jay e Mija: “quando verro a prendervi, non guardare alle tue spalle”

La colonna sonora  è superba, ( Tae-young Choi),  ma quello rende meraviglioso questo film è la musica di John Denver, con la sua Annie’s song fa sfondo musicale alle scene più importanti del film, evocando prepotentemente il movimento pacifista degli anni 70.        La contrapposizione tra ciò che volevamo e ciò che invece abbiamo ottenuto arriva con la violenza di uno schiaffo improvviso che quasi porta alle lacrime.

Il film è stato molto criticato: il suo tentativo di raccontare la favola ecologista è risultato fallito agli occhi del pubblico.     Noi pensiamo  che se avesse voluto raccontare una favola non lo avrebbe fatto  in un film vietato ai minori. Pensiamo che la sua bravura sia stata quella di aver raccontato la  realtà camuffata  da favola moderna, ma  a tratti la violenza e la crudeltà con cui vengono trattati gli animali è così evidente e così viva che nascondersi dietro un dito deve essere stato veramente  molto difficile, è l’evidenza dei fatti  che  lascia  senza parole, se non le solite: “veramente l’uomo arriva a fare tutto questo?”

 

 

 

Camicia a scacchi, qui inizia la tua storia…

La camicia a a scacchi venne introdotta nel mercato dalla più antica azienda americana di abbigliamento da lavoro: la Woolrich,Inc.   Siamo in Pennsylvania nel 1830, Jhon Rich e Daniel McCormick producono tessuti per abbigliamento da boscaioli, cacciatori, esploratori.

La camicia di flanella a scacchi è capace di uscire dalle foreste, scendere dalle montagne, lasciare le vallate per entrare nelle chiese la domenica e nei  saloon la sera. E’ comoda, è calda, è colorata, è super-trendy.  Viaggiando a velocità supersonica e in pochi anni arriva nei negozi di abbigliamento delle grandi città

La camicia a scacchi diventa  ancora più popolare grazie al personaggio a fumetti        Paul Bunyan,  biondo e aitante boscaiolo e arriva praticamente ovunque tra la nuova generazione americana quando Walt Disney, nel 1958 ne realizza un cartone animato.

Marylin Monroe la trasforma in un icona indossandola annodata in vita scoprendo l’ombelico, dal simbolo del boscaiolo al simbolo della pin-up la strada non è breve, eppure è solo l’inizio.

La camicia a scacchi tra i protagonisti della Fashion Week di Milano.

Autunno-inverno 18-19

Lo Street Style è uno stile di abbigliamento comodo e informale, molto eccentrico e a volte provocatorio.    Lo Street Style è amato soprattutto dai giovani (ma anche no) perché può essere caratterizzato e adeguato al gruppo di appartenenza non avendo uno stile definibile.

Francesco Ragazzi  è  designer  e direttore creativo di  Palm Angel, il marchio più quotato oggi nel mondo Street Style e tra le rivelazioni assolute della Fashion Week  di Milano.

Francesco Ragazzi sa cogliere l’essenza dello  stile, propone una moda creativa adatta all’espressione della propria identità sociale.

Nella foto il modello ha la testa simile a un  puntaspilli da  vetrinista, diventa vetrina di se stesso e sceglie cosa vuole mostrare e cosa nascondere, non può sfuggire alla globalizzazione ma può personalizzarla, l’individualità si ribella.