Racconti rubati per il web. In fondo mi chiedo se il vero movimento del mondo non sia proprio il canto.(Muriel Barbery) page 4.

Una sera a cena Agnese aveva bruscamente annunciato di voler lasciare la scuola. “Vorrei trovarmi un lavoro” proseguì.  Sua madre si alzò e iniziò a impilare cose per fare spazio sul tavolo. “Che genere di lavoro?” Disse sua madre guardandola in faccia per un istante.  Dina cercò di nascondere il solito tuffo al cuore, il solito senso di paura, ansia, angoscia e insicurezza che si impossessavano di lei ogni volta che i figli deragliavano dalla via abituale. Non erano utili tutti i segnali di allarme  dati in precedenza, in quanto lei con grande arte li schivava e sperava, senza crederci neanche un po’, che quegli attacchi di rinnovamento e voglia di cambiare, di cui i suoi figli soffrivano diciamo regolarmente, venissero poi tralasciati per pigrizia.  “Mi piacerebbe cantare” rispose Agnese, “moltissimo!”

Poi sorrise per placare l’inquietudine che già nella stanza aveva preso la forma di una nube elettrica. Lei, a differenza di suo fratello Emanuel, aveva ereditato la paura di vivere e di sperimentare,  certamente non era una che come lui, ma neanche molto di meno, poteva prendere il coraggio di capire che niente è immutabile. La vita fa promesse beffarde e si giustificano, a tutto si da un perché e a volte, là dove questo è possibile, ci si   la colpa, per poter continuare custodire quelle promesse e conservare l’idea che qualcosa possa veramente accadere. “Potrei lavorare come cameriera, servire ai tavoli non è difficile, magari mi rimarrebbe il tempo per prendere lezioni di canto”.

Aveva già parlato con l’uomo baffuto del locale vicino casa sua, con molta sicurezza, come fanno le persone che non temono di mostrare gli anni. Si era guardata intorno nell’ambiente buio come deve essere un pub ma con la cassa illuminata e a fianco alla cassa il bancone che da sulla cucina. Un profumo di carne delizioso e un cuoco in t-shirt bianca che poggia i piatti pronti sul bancone di legno lucido, un campanello, poltrone di velluto verdi, una collega con la divisa e zoccoli da infermiera. L’uomo con i baffi insieme ai suoi sessant’anni dice: “arrivi alle 19 e te ne vai alle 2, alle 19 apparecchiate, tagliate il pane e rifornite il bar. All’una chiudiamo e ripulite tutto”.

La donna con gli zoccoli è Jasmine, aveva preso a guardarli incuriosita mentre  confabulavano in lontananza, il cuoco aveva suonato con forza il campanello sotto il suo orecchio  facendola trasalire e Agnese lo aveva finalmente notato.  L’aria vagamente scostante di quelli con la puzza sotto il naso, i capelli nerissimi. Si chiese se i due avessero una relazione, questo per il modo  brusco con lui l’aveva trattata che le ricordava i suoi genitori quando ancora stavano insieme.  Il ronzio del frigorifero dissolse la nube elettrica nella stanza e Dina disse l’unica cosa possibile: “va bene!” Da tempo aveva imparato che contraddire i figli quando oramai non sono più bambini, era solo inutile tempo perso.

Dina aveva la bizzarra convinzione che i rapporti si disgregassero se sottoposti a controllo eccessivo, come se potessero essere compromessi dall’usura, quindi in un certo senso lasciava a tutti una grande libertà di pensiero e azione. Questo le aveva fatto guadagnare la fama di persona con grandi vedute, invece oggettivamente , era proprio il contrario. Suo marito lavorava nel mondo della musica e di tanto in tanto gli erano capitate avventure con altre donne. Ora avrebbe dovuto fingere di  essere molto felice che Agnese desiderasse prendere lezioni di canto.  Non era difficile, dare ad intere una cosa per un altra, era da tempo un abitudine.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...